Da oggi il mondo dei wine lovers ha una possibilità in più. Per i tanti appassionati di vino che sognano un podere e non possono permetterselo, arriva la proposta di Coldiretti: il progetto “Atelier del Vino: il tuo vino su misura”. Pagando una quota di 480 euro si potrà avere in “adozione “ una porzione di vigneto di circa 120 metri quadrati, si potrà scegliere il vitigno da cui produrre, seguire tutto il percorso del proprio vino, dalla coltura, alla vendemmia, all’imbottigliamento e invecchiamento, fino all’ etichettatura … personalizzata, naturalmente!
Prima che si apra il dibattito su questa nuova frontiera per gli eno-appassionati, a me piace ricordare che questa idea l’aveva avuta, qualche anno fa, il Consorzio di Tutela del Soave, in occasione di una serie di incontri e seminari (“Il Soave, autoctono per natura”). Un’ idea rilanciata dall’amico giornalista Morello Pecchioli ma poi accantonata.
Mi piaceva di più- vi dirò -il senso richiamato dal termine “adottare”. Viceversa “Atelier del vino” richiama simbolicamente una sorta di sartoria dove si cuce e s’assembla un vino su misura…..Certo il risultato è quello: con la quota base di vigneto il vigneron senza terra produrrà circa 120 bottiglie all’anno di un vino personale, o forse…. "personalizzato".
Il mio pensiero va, comunque, a chi seguirà quella vigna e in quella vigna – e in cantina – lavorerà.
Anche qui, come per molte altre ottime iniziative la zona del Soave potrebbe recuperare l’idea sfiorando l’eccellenza, produttiva ma anche “etica”. Come? Imitando il Comune di Incisa Scapaccino (Asti) che ogni anno da in gestione una vigna ad un fortunato novello vigneron. I Comuni di Soave e Monteforte potrebbero seguirne l’esempio, presumo, mediante accordo con le singole realtà produttive. Agli amministratori e ai produttori il compito di fare sinergia per questa nuova opportunità di conoscenza e valorizzazione del territorio. E se in quella vigna si offrisse anche un' occcasione di lavoro socialmente utile?
Diversamente, io credo, si rischierebbe di lanciare ancora una volta una moda, slegata dai valori del territorio e del rispetto per chi quelle vigne le coltiva sul serio. Non a caso il Corriere della Sera così descrive questi vini fai da te : “Come quelli delle star” ( Da Gerard Depardieu a Sting, per finire a Lucio Dalla con il suo vino bianco “Stronzetto dell’Etna”)…… Chi vivrà vedrà. E... confesso: l'idea di una vigna di garganega da adottare tenta pure me!
Immagine: Biblioteca Reale de L'Aja Codice sec. X - "La vendemmia"
