Finalmente, dopo due anteprime di annate difficili,il 2002 e il 2003, scosse l''una dalla grandine e l'altra dalla siccità, ecco quella del 2004 - climaticamente e produttivamente equlibrata. Clima nella norma, buona vendemmia, qualche piccolo problema nella fase di appassimento delle uve che è stato risolto con efficacia dall' esperienza dei produttori.
L' equilibrio dell' annata si è quasi trasmesso all' elegante sobrietà che ha improntato l'intera manifestazione di Anteprima Amarone 2004 al Palazzo della Gran Guardia, a cominciare dalla contenuta conferenza stampa .
- La corsa dell' Amarone continua - ha esordito il giornalista Fabio Piccoli e, dietro di lui, il Presidente Emilio Pedron ha ricordato le cifre di questa "corsa": 5.839 ha di superficie vitata iscritta oggi alla DOC Valpolicella ( dal 2001 al 2007 vigneti rinnovati per il 32%); 90 milioni di euro il valore totale delle uve vendute e un fatturato che supera i 220 milioni di euro. E che l'Amarone corra lo dimostrano i 25,7 milioni di kg di uva destinati all' appassimento nel 2007 (8,2 nel 1997) e le 8350 bottiglie vendute, sempre nel 2007 (1558 nel 1997).
Nessun convegno, nessun maitre à penser quest' anno, ma dopo il quadro tracciato dal Presidente, le eccellenti brevi relazioni di Paolo Fiorini ( Profilo agronomico), Daniele Accordini (Profilo enologico) e Nicola Bottura (Risultati di tre anni di Zonazione).
Ottima annata e le degustazioni, sia pure d'anteprima, lo confermano: tutto da immaginare è infatti il lavoro del Tempo sulla trentina di amaroni assaggiati (54 le aziende presenti).
Mi piace notare la percepibile variabilità dei prodotti in relazione ai territori ed è dunque meritevole il lavoro di zonazione: andremo sempre più alla ricerca dei veri cru, conoscendo vigne e vitIcoltori e ci faremo sempre meno attrarre da amaroni un po' ruffiani o dei quali non si conosce l'origine delle uve poste ad appassire.
Piacevoli ed intensi i profumi e, al gusto, anche prodotti non troppo complessi regalano in bocca piacevolezza, bevibilità ( poche le "marmellate" con elevato residuo zuccherino) e giusto equilibrio tra alcol e acidità .
Ci complimentiamo con gli organizzatori, il Consorzio di Tutela, i produttori: l'Anteprima 2004 ha dato l'impressione di un buon lavoro corale che ci auguriamo continui. E' vero - ha concluso Emilio Pedron - manca ancora la G - ( A quando la DOCG? gli aveva chiesto qualcuno) - ma noi ci dobbiamo comportare come se già l'avessimo. Bene, Presidente! S'è dichiarato ottimista. Una DOC ad altissimo reddito come la DOC Valpolicella deve esserlo: a patto che l'innalzamento della qualità significhi controlli, certo, ma pure valorizzazione e marketing dei vini Valpolicella nel loro complesso. Lei ci assicura che ben un terzo delle uve prodotte si destina alla produzione del Valpolicella, vino che molti ritengono in pericolo, schiacciato dal peso economico- produttivo di Amaroni Superiori e Ripassi. Le crediamo e ci auguriamo che l'equilibrio e l' elegante sobrietà di questi Amaroni 2004 segni la "crescita sostenibile" del modello Valpolicella, più che del solo "modello Amarone". Se con l' Amarone si corre, lo si faccia rispettandone anche l' origine .