Graziano Prà, credo non abbia bisogno di molte presentazioni o parole di rito, perchè ha la meritatissima fama di viticoltore storico nella zona del Soave Classico DOC. Siamo a Monteforte d'Alpone, dove la famiglia di Graziano ha conferito uve da generazioni. L'Azienda "moderna" nasce nel 1983 con il primo Soave Classico.
Conosco Graziano più o meno da allora... Ricordo ancora con piacere quel periodo di transizione, in cui la famiglia produceva un vino bianco rifermentato in bottiglia, fresco, sapido, gioioso... Una specie di antenato giocoso di quei Soave Classico "mitici" che sarebbero venuti dopo. A voler esser brevi, diciamo che i Soave classico di Graziano Prà hanno progressivamente ottenuto, nel tempo, l'apprezzamento di tantissimi consumatori italiani ed esteri ed anche una lunga schiera di riconoscimenti ufficiali molto importanti. I Tre Bicchieri del Gambero Rosso - Slow Food hanno premiato il Soave Classico Montegrande per sei annate (2000, 2002,2003,2004, 2005, 2006) e quest'anno lo stesso premio è stato attribuito al Soave Classico Staforte 2006, unitamente al premio dell' Eccellenza della Guida Vini d'Italia de l' Espresso. Il Soave Classico Colle Sant'Antonio 2006 ha invece ricevuto la Corona della Guida Vini Buoni d'Italia del Touring Club.
Ci siamo ritrovati, qualche settimana fa, attorno alla grande ed ospitale tavola di Graziano e della consorte Vincenza, per festeggiare il nuovo traguardo che si affianca ai tanti, raggiunti nel loro ormai lungo percorso, la presentazione del nuovo nato dell'Azienda che è un vino rosso: il Valpolicella Superiore Doc Morandina, annata 2006.
Bella sfida, questo Valpolicella Superiore. Nasce dall'omonimo vigneto, posto a circa 400 metri di altitudine, nella zona della cosiddetta Valpolicella DOC "allargata". I vigneti, incorniciati da bosco e oliveto, si trovano nei comuni di Mezzane e di Tregnago. Poggiano su un' arena di marna gialla, con esposizione a Sud Est. Nel vino è in evidenza la precisa caratterizzazione del terroir! C'è eleganza e freschezza, un vino ancora da cesellare, ma ch'è già ben delineato da note di frutti di sottobosco, marasca, pepe. Non si sente la gradazione di 14% vol. in un buon equilibrio complessivo. Questa prima prova richiama proprio i Pinot Nero di Borgogna. Nasce da un terreno dove la vite non è stata mai coltivata prima: l'immagine dell'Unicorno che spicca sull' etichetta, Graziano e Eliana Dal Savio, l'hanno ricercata su antichi libri - era infatti simbolo della Purezza in epoca medioevale. E' una filosofia ben precisa, quella di Graziano: cura della vigna senza ricorrere alla chimica di sintesi, selezione accurata delle uve, giusto equilibrio tra tradizione ed innovazione. Lo testimonia anche il successo che inizia ad incontrare lo Staforte, Soave Classico dove le fecce fini vengono messe costantemente a contatto con l'intera massa, tramite un sistema di batonage - in acciaio - con tempi progressivamente diversificati.
Durante la bella serata, abbiamo potuto apprezzare due annate dello Staforte, il 2005 e soprattutto il 2006: annata perfetta. Bello e floreale, apre una preziosa complessità del frutto che dà la garganega in purezza. Un' accenno soltanto, ma già potente, di ciò che potrà diventare, lasciato affinare dal tempo. Un Soave Classico scattante e preciso, che non teme la maturità.
Un solo accenno, poichè le parole non potrebbero essere esaurienti, per descrivere la strepitosa verticale di Soave Classico Montegrande (annate 2007 - 2006 - 2005 - 2004 - 2002) che Graziano ha voluto offrirci. Incredibili sensazioni, varie e complesse, nelle diverse annate. Si passa dal netto agrume (2007) alla caramella d'orzo (2005) ai terziari evoluti di lacca e cognac (2004), al ventaglio ampio del finissimo 2002: fieno, pietra focaia, sambuco, note mentolate. Diversità nelle annate, che però concorrono ad esprimere una complessità e un' eleganza veramente sublimi, in questo grande vino bianco secco. Potenza della Garganega, di un legno ben gestito e di un vignaiolo di grande carattere. Sulla tavola di carissimi amici che mi ospitano assai spesso a cena, una bottiglia di Montegrande non manca mai...
Auguro a Graziano d'avere con i suoi Valpolicella la fortuna che ha ottenuto con i Soave: il Valpolicella Superiore Morandina sarà affiancato, l'anno prossimo, anche dall' Amarone prodotto con le uve dello stesso vigneto. L'incisione antica, sull' etichetta, raffigurerà un cavallo da tiro e cioè la forza, la potenza, oltre che del vino, anche del lavoro della terra ch'è spesso duro. Invitiamo Graziano Prà, nel frattempo, a organizzare una serata divulgativa sulla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti alla quale ha aderito, assieme ad altri giovani produttori della zona del Soave. Siamo curiosi di questa novità e voremmo capirne meglio lo spirito e le prospettive.
