Ti porterò qui, dove le nubi sono le regine del cielo..." Così inizia il testo poetico che troverete sulle retro etichette dei vini prodotti dall' Azienda Sandro De Bruno. Parole nate dal cuore di Marina Ferraretto e Sandro Tasoniero, in coppia da quasi 25 anni. Imprenditori del settore tessile, dal 2002 hanno iniziato un' avventura, dando vita a un loro sogno: ritornare a quella terra, alle viti, al vino che avevano fatto parte della storia delle loro famiglie d'origine. Bruno era il padre di Sandro, ch'è mancato prima di vedere realizzato il progetto della sua nuova cantina; anche il padre di Marina coltivava le vigne, in quella terra tra Verona e Vicenza che si trova alle pendici della Lessinia, nella zona più orientale e più sconosciuta; anch'egli se ne andò molto giovane. Ecco perchè la loro nuova azienda non si chiama Tasoniero ma "Sandro (figlio) De Bruno" C'è la figura del padre in quel nome.
Sandro e Marina hanno invitato giornalisti e amici per far conoscere in anteprima la loro Azienda ch'è nata per avverare il sogno che i rispettivi genitori non hanno potuto realizzare. Malgrado la giornata inclemente, ci hanno condotto proprio lassù, sopra le nuvole, sul quel versante del Monte Calvarina dove i vigneti vengono coltivati tra i 150 e i 600 metri di altezza e i vini traggono dai suoli basaltici di origine vulcanica una struttura importante e minerale. Una viticoltura eroica: son terre del Durello DOC ( siamo in comune di Roncà), ma pure di Soave DOC ( sottodenominazione Colli Scaligeri) e di Soave Superiore DOCG. Si spinge fin qui pure la grande DOC Garda e, ci racconta Sandro, per alcuni bianchi ( lo Chardonnay, il Sauvignon, il Pinot Bianco) hanno preferito questa denominazione all' IGT.
Ci ha emozionato per davvero l'incontro con questa coppia sensibile e determinata: nella loro avventura hanno coinvolto parenti ed amici, spesso d'infanzia, come il compagno di banco di Sandro alla scuola elementare (Claudio Rossetto, responsabile dei lavori in vigna) e l'amico delle bravate di gioventù (l'architetto Massimo Trevisan che ha progettato la struttura della cantina). Hanno tenuto a dirci che il loro sogno, il loro progetto, vuole essere condiviso e divenire motivo di valorizzazione e di stimolo per la comunità in cui nasce. Noi glielo auguriamo di tutto cuore, perchè dimostrano un cuore generoso e una grande passione. Ci auguriamo di vedere scoppiettare il fuoco nel grande camino, mentre si apprezza tutti insieme l'evolvere dei vini nel tempo.
Come spesso accade, quando si inizia un'avventura complessa ed emozionante come produrre vini in un territorio particolare, si è tentati di andare di fretta. Beh, questi vini "De Bruno" , invece, hanno dimostrato d'aver bisogno di tempo. Molto intensi e di nerbo, saranno aiutati dal tempo di bottiglia nel moderare il timbro d'evidente alcolicità. Raggiungeranno senza dubbio un diverso equilibrio ( nei monovitigno il sauvignon blanc soprattutto). Mi viene da descriverli come "squadrati e possenti", somiglianti alla possanza della corporatura di Sandro; li immagino nel tempo, equilibrarsi con quella grazia e quell' eleganza che sono proprie della più sottile struttura di Marina. Non pensi Sandro che assottigliare, cioè aumentarne l'eleganza, significhi perdere impatto e ventaglio aromatico. Vini come quelli che nascono lì, sopra le nuvole, hanno la struttura del terreno vulcanico e non la perdono. Giocherà con il legno grande il "grande" Sandro, con le diverse maturazioni... E nulla verrà tolto alla grande cura del vigneto ( basse rese, diradamenti), alle tecniche di vinificazione ( pressatura soffice in sottrazione d'azioto, batonage), alle fermentazioni che in gran parte avvengono in legno.
Dirò ora delle impressioni sui sette vini bianchi che si sono degustati, prima da soli, poi in abbinamento agli splendidi piatti del magico Claudio Burato del Ristorante Baba Jaga di Montecchia di Crosara.
- Durello Superiore Monti Lessini DOC 2007. Che bello, che importante questo Durello fatto in acciaio e in versione ferma! Un po' giovane, senz'altro, ma splendidamente vivace nelle note citrine e di mela, fresco e persistente. 13,50% vol.Delizioso con le code di gambero avvolte nelle zucchine alla brace, servite come antipasto. Penso che siamo lontani anni luce da quel Durello fermo e "casalingo" che"provai a bere" agli inizi degli anni Ottanta: così acido e duro da sfiorare l'imbevibilità. Qui invece c'è una stoffa perfetta e non si potrà che migliorarla ancora. Un Durello che sarà motivo, mi auguro, per uno splendido Durello Spumante Metodo Classico.
- Calvarina Monti Lessini DOC Bianco Superiore 2007 Blend di 60% Chardonnay e 40% Pinot Grigio. Inizio di fermentazione in acciaio, poi lo Chardonnay passa in Tonneaux e il Pinot Grigio in Botti da 30 hl. 14,50% vol. E' forse il più pronto ed equilibrato. Molto piacevole con la Tagliata di filetto di manzo. Sandro lo descrive come "Vino bandiera" dell' azienda, che vorrebbe concentrare in sè una precisa idea di territorio. Anche qui c'è un bel po' di stoffa che probabilmente s'arricchirà nel tempo - con il pinot bianco, forse? -
- Cangrande Soave Superiore DOCG 2007 90% Garganega e 10% Chardonnay di cui il 40% fa acciaio e il resto viene affinato in botti di rovere. 13,50% vol. Struttura importante, si apre con note di vaniglia e miele d'acacia. Lo rivedremo volentieri fra qualche tempo per apprezzarne un ventaglio odoroso che ora è appena accennato. Intanto però funziona benissimo con il mitico Risotto al Tartufo nero delle nostre colline!
- Calvarina Pinot Bianco Garda DOC 2007 Superato l'impatto di sentir chiamare Garda questo "figlio della Calvarina", un monte che dista dal Garda un bel po'... per chilometri e tipologie di suoli, direi che intriga seriamente ed è tra quelli che più ci interesserà sentire tra qualche anno ( le vigne sono giovanissime, del 2004). Ritengo il Pinot Bianco tra i vitigni che a queste altezze possono sorprendere il gusto e l'olfatto e dare belle soddisfazioni, assieme al Sauvignon blanc. Si viaggia qui sui 14,50 % vol, ancora evidenti, ma sulla via dell'equilibrio. Superata la prova con la Faraona di Corte disossata e ripiena con castagne al forno su letto di lenticchie.
- Calvarina Chardonnay Garda DOC 2007. Anche questo d'impatto e, come il precedente, lo senti che fermenta in botti di rovere a temperatura controllata. 14,50% vol.P iacevole e fresco, lo rivedremo volentieri arrotondare gli spigoli grazie al tempo e al legno che invecchierà, pure lui! Io l'ho trovato splendido con il primo dei dolci: spiedo di pere, formaggio ubriaco al Durello e miele d'acacia.
- Calvarina Sauvignon Garda DOC 2007. Con Marina e Sandro, che ci hanno invitato ad essere franchi nei giudizi, non posso che essere franca... L'ho trovato più squilibrato di tutti con i suoi 14% vol. Il suo nascere solo in acciaio, il grande impatto olfattivo, non solo nelle note tipiche del sauvignon, ma anche di marcato "sasso nero" con note amaricanti e quasi medicinali, lo rendono difficile di suo. Avrei voluto, dunque, che in bocca non mostrasse quello squilibrio dell' alcol che tutto amplifica, quasi a dismisura. Voglio ulteriori prove d'appello per questo Sauvignon che sembra indomabile! Sono certa che Sandro lo domerà e ne farà uscire un vino affascinante e raffinato, dove la terra della Calvarina parli, ma con grazia... E qui il Sauvignon con grazia sorprenderà!
- Last, but not least, ecco lo Scaligeri Soave DOC Colli Scaligeri 2007, garganega 100% in solo acciaio: paglierino brillante, giovane e minerale con "soli" 13% vol. Una bella prova d'inizio per un Soave che nasce nella terra dei basalti... Stava alla perfezione con purè di patate montato all' olio extravergine e salmone affumicato.
Attendiamo, alla fine del 2009, anche i vini rossi (Pinot Nero e Cabernet Sauvignon) e i passiti (da garganega e da moscato giallo).
Abbiamo augurato di tutto cuore a Marina e Sandro di proseguire il sogno che s'è avverato sopra le nuvole", ma rimanendo con i piedi ben ancorati alla terra: in questi tempi non facili, il loro coraggio e la loro passione sono ammirevoli. Ci saranno difficoltà, ma di certo anche molte soddisfazioni. La terra e il tempo premieranno i loro sforzi perchè questa coppia ha cuore e ama incantarsi davanti "allo spettacolo del vento che compie il suo percorso tra le creste, là dove l'universo, pian piano, si tramuta in terra".
Azienda Agricola Sandro De Bruno
Via Santa Margherita, 26
37030 Montecchia di Crosara Frazione Pergola (Verona)
Tel +39 045 6180052
info@sandrodebruno.it
