Hanno già scritto della degustazione verticale di Amarone Classico della Valpolicella Moròpio dei Fratelli Antolini che s'è svolta qualche tempo fa a Vicenza: Elisabetta Tosi, Mauro Pasquali, Roberto Giuliani. Aggiungo qualche impressione e il ricordo della degustazione che si è sedimentato nella memoria.
Una serata come poche.
Guardate nelle fotografie i volti dei partecipanti, pensosi, quasi assorti... Magia di ciò che il vino induce quando lo si racconta così gioiosamente come quella sera Pier Paolo Antolini ha fatto e quando lo si può far parlare quasi da solo, nel bicchiere.
Chi conosce bene la Verona degli ultimi trent'anni ricorderà che su Corso Sant'Anastasia s'affacciava la drogheria Ferrario... L'insegna c'è ancora, ma ora c'è un negozio d'abbigliamento. Ebbene, entrare nella piccola e accogliente sede di Galla Gustosità, di Giorgio ed Enrico Galla a Vicenza, in centro storico, mi ha restituito l'atmosfera che si provava entrando da Ferrario.
Odori di cose buone, spezie, aromi, spiriti.. e soprattutto la sensazione di entrare in un mondo d'altri tempi. A Vicenza, poi, quel piccolo scrigno di dolcezze e gustosità aveva un colore particolare: eleganza, ospitalità e saggezza tipicamente vicentina: - Diamo corpo alle ombre (intese come bicchieri di vino) ! - ha esordito Giorgio Galla.
Da lì s'è snodato il racconto di Pier Paolo Antolini, sul suo Amarone, le sue vigne e le sue Marogne.
Mi han colpito due o tre cose di lui: dice che preferisce passare più tempo tra le vigne piuttosto che in cantina; dice che proprio nell'annata 2002, quando era pronta tutta l'attrezzatura della nuova azienda, una grandinata ha distrutto quasi del tutto l'uva e lui l'Amarone quell'anno non lo ha fatto; dice che ama sperimentare: diverse essenze e grandezze dei legni, ad esempio.
Non ho mai visto i vigneti di Pier Paolo e del fratello Stefano, ma immagino come dev'essere la cura che ne hanno, quando il primo racconta delle pergole esposte a sud est sulle Marogne, trattenute dai muri a secco che ha personalmente ricostruito. Immagino quella beata valle di Marano, dove il terreno argilloso tufaceo, le particolari escursioni termiche e un 'aria benefica dan vini snelli, profumati di ciliegia appena colta. Ciliegi e olivi circondano le pergole del Moròpio. Mi ha stupito l'Amarone dell'esordio, il 2000: un granato che brilla ancora, una stupenda freschezza. E mi è piaciuto molto l'ultimo, il 2005, già notato alla cieca. Anche questo snello, elegante, con bel frutto di ciliegia, quasi amplificato dall' uso del legno della stessa essenza. Il filo conduttore è l'eleganza, dal primo all'ultimo. Stile austero, l'ho chiamato, cioè senza fronzoli, di un vino che va dritto come uno sguardo schietto. Tenera austerità, se la tenerezza è quel sentimento d'affezione che abbiamo sentito in Pier Paolo per la sua terra e il suo lavoro. Il Recioto 2006 che ci ha offerto a fine serata è di quelli che non si dimenticano: fatto senza l'uso del legno m'è parso interpretare al massimo la filosofia produttiva degli Antolini, semplicità ed eleganza della tradizione, senza mai forzare la mano. Grandioso!
