A Soave
(VR), nell'elegante chiostro del medievale Palazzo del Capitano, oggi
sede municipale, ogni sera dalle 18.00 alle 23.00 si daranno appuntamento i
vigneron e i produttori della Strada per servire direttamente gli ospiti di Soave
Versus (ingresso euro 20,00 calice d'assaggio compreso), una tre giorni di
degustazioni delle varie espressioni del Soave (Doc o Classico, Cru, Superiore
Docg o Riserva, Recioto di Soave Docg) in abbinamento a specialità venete e
della Strada.
A inaugurare la kermesse enogastronomica, una seduta “fuori dal
comune” dei 13 sindaci delle amministrazioni interessate dalla denominazione.
Quest'anno i visitatori saranno coinvolti anche in un simpatico sondaggio di
valutazione di 3 vini che andranno ad assaggiare.
Nei giorni della
manifestazione ci sarà la possibilità di ammirare nel chiostro le sculture
fatte con vecchie doghe di botti dall'ebanista Luciano Bertolotto nonché di
visitare le cantine della Strada del vino Soave che partecipano all'evento.
Per lunedì 6 settembre è prevista, alle ore 19.00 una tavola rotonda dal titolo "Tanti modi per dire Soave - Nuovi linguaggi a confronto per comunicare il vino " - Qui il programma
Se n'è andato alle porte della vendemmia, Olinto Gini, il vignaiolo forte e generoso che ha contribuito con la vita tutta a rendere grande la Garganega e il nostro Soave.
Lo incontrai parecchi inverni fa, e mi colpì molto la cordiale semplicità con cui mi ricevette nella cucina di casa, seduto accanto allla stufa a legna. Raccontò della sua infanzia, di quando accompagnava il padre a vendere il vino delle botti, un padre che gli fu rubato troppo presto e che gli trasmise, però, tutta la sua grande esperienza della vigna e del far vino.
Ripenso a quell' incontro informale con Olinto e ricordo il profondo senso di ammirazione: avevo di fronte un uomo ch' è stato (e sarà ancora) un pezzo importante della storia del Soave e del suo territorio.
Prese dal frigorifero una bottiglia del Soave la Froscà e versò in due bicchieri da tavola, ( i classici "goti", li chiamiamo nel veronese). " Ecco" mi disse, "vedi: in questa bottiglia c'è una storia di generazioni, mio padre, io e i miei figli, ma c'è anche la passione con cui ho creduto nella potenzialità delle nostre terre di collina".
Cabernet sauvignon per il 50% eppoi cabernet franc, merlot e lagrein: questa la composizione del Faye Rosso, il vino in stile bordolese che Mario Pojer e Fiorentino Sandri producono dal 1990. Vent'anni di vita che abbiamo potuto veder scorrere davanti agli occhi - ed assaggiare - durante un' interessante degistazione di dodici annate, avvenuta in azienda dirante la sesta edizione di Vinix Live.
Bel vino, che si declina nel tempo con uno stile via via sempre più raffinato e trasparente, e con decisa evidenza a partire dallla fine degli anni novanta. Un bordolese sui generis, perchè, ha ricordato Mario Pojer, "in Trentino nasce il primo bordolese italiano nel 1958 il Castel San Michele con l'enologo Riccardo Zanetti all'Istituto Agrario, seguito , dal Fojaneghe nel 1961; noi volevamo produrne uno che avesse un' espressione trentina, d abbiamo aggiunto il lagrein che è storicamente presente nella zona di Faedo." Le uve si raccolgono dal vigneto Paradisot, in comune di San Michele all' Adige, proprio sopra i vigneti del Monastero, una delle zone più belle del Trentino.
Le dodici annate degustate interamente alla cieca hanno riservato più di qualche sorpresa. Il 2003, annata torrida e non di certo da ricordare, sfodera una freschezza invidiabile, naso e bocca di more e liquirizia, spezie fini. Il 1990, prima annata messa in bottiglia, è brillante ed evoluto con note di mirtillo succoso, fieno e erbe aromatiche, humus. Grandiosi.
Pur con le inevitabili differenze tra le annate ( e che le si noti così bene è un gran pregio) l' anima trentina del Rosso Faye è una vibrazione costante, quasi di aria boscosa: note fresche che divengono sempre più balsamiche ed eteree, tannini che nel tempo s'addolciscono ma non perdono vigore. Anche nei vini più giovani l' eleganza e la personalità di un bordolese di grande classe poggiano su note vegetali mai troppo spinte. Il Rosso Faye è vino sostanzioso e appagante che sta molto bene a tavola, come ha dimostrato il 1993. Quel Magnum che ci ha regalato un sorso complesso e quasi fumée, screziato di cannella e di cassis, l' abbiamo letteralmente scolato a pranzo.
"Nessuna bevanda, nessun piacere della tavola possono esistere se sono fini a se stessi. Il vino è un vettore degli scambi tra gli esseri. e non è mai il contrario , nonostante le tendenze della nostra società: nessun vino è un oggetto fisso con un valore intrinseco - un prodotto -, di fronte a cui l'essere umano s' inchina. Il terroir, ciò che permette al vino di realizzarsi, può benissimo essere utilizzato in modo intollerante, per escludere gli altri. Un identità specifica, per farci crescere tutti, ha bisogno di trovare un' equilibrio tra affermazione del proprio passato e l'apertura verso l'avvenire".
Jonathan Nossiter Le vie del vino
Nel rivivere con alcune immagini e pensieri personali l'evento tenutosi di recente a Faedo (Tn), la sesta edizione di Vinix Live, all' azienda Pojer e Sandri, m'imbatto in questa affermazione del regista e autore del film Mondovino. E mi pare che calzi a pennello, come una sorta di lettura in filigrana per la profondità di un' esperienza che ha esaltato al massimo grado il vino proprio come "vettore sociale".
Vinix Live nasce infatti da un' idea personale - quella del bravo e caro amico Filippo Ronco - ma è sostenuto dalla rete, attraverso Vinix (Wine and Food social network). E' un mondo intessuto di relazioni virtuali tra produttori, appassionati, consumatori. L'evento Vinix Live, poi, cala queste relazioni nel mondo reale. Se il produttore che lo organizza ci crede fino in fondo, l'occasione diventa un formidabile mezzo di "marketing" direbbero gli addetti ai lavori.
Mario Pojer, pur non avendo dimestichezza con il web, è attento a tutto cià che succede al di fuori della sua cantina, anche alle sollecitazioni che provengono da questo ambito che non gli è congeniale. Il Vinix Live n. 6 lo ha dunque organizzato lui stesso lo scorso 21 agosto, in azienda.
C' era da aspettarselo: una mente curiosa, creativa e vulcanica come la sua ha ideato un evento sostanzioso, di raffinata semplicità, studiato con attenzione davvero appassionata, organizzato con cura assieme a Fiorentino Sandri e a tutti i collaboratori, famiglia compresa.
Organizzazione a dir poco stupefacente con tante belle sorprese: la presenza di grandi vignaioli del Trentino, dell' Alto Adige e di alcune tra le più vocate zone viticole d'Europa, la possibilità di assaggiare eccellenze della gastronomia del territorio e pure l'offerta di momenti di sano e rilassante divertimento per grandi e piccini. Abbiamo riso di gusto con l' attore e mimo Emilio Frattini e con le divertenti formichine di Fabio Vettori. Non è mancato nemmeno l' apprendimento ludico nello scoprire l'arte di fare il formaggio e di allevare le api. Circolavano famiglie con bambini, turisti giapponesi, produttori di vino arrivati da altri territori ( Lugana, Valpolicella, il Vulture).
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