E quel che ho pensato l'altra sera durante la cena di compleanno che la mia più cara amica Annamaria ha organizzato per me. Il più bel regalo che lei potesse farmi è aprire questo Sassicaia '95 . Ha condiviso con me una bottiglia mitica, ricevuta in dono a sua volta da un amico e compagno di scuola, un affermato avvocato di Milano, grande intenditore di vino.
Invecchiando migliora... Non è sempre vero, non tutto il vino, ma questo, segnato dalla rosa dei venti degli Incisa della Rocchetta, a quasi quindici anni dalla buona vendemmia conferma appieno il detto. Di migliorare non ha ancora finito.
Forse non si migliora, noi umani, con l'età, ma da un vino così si può imparare che il tempo può segnare di rughe una pelle sempre più fragile, ma non intaccare l'anima, se la tua vita la vivi appieno.
Pienezza di profumi, sottili eterei, boisé e rose che una bella signora raccoglie in un cesto dove stanno anche il mirto e mirtilli maturi. Pienezza del sorso serico e avvolgente. In questo perfetto matrimonio di cabernet l'erbaceo è foglia di menta selvatica nel fresco sottobosco.
Finisce, ahimè, la bottiglia di quest'annata memorabile, mentre ti sorprende l'appagante e lungo finale di bocca.
Posso invecchiare. Mai nessun vino mi ha trasmesso il senso così assolutamente relativo del suo - e del mio - tempo. E la necessità dell' attimo da cogliere, l'oraziano Carpe diem.
Grazie, Annamaria e, naturalmente, anche all'avvocato tuo compagno di scuola che prima o poi mi farai conoscere. C'è chi se lo berrebbe da solo, il Sassicaia, ma voi siete amicii rari, da tener cari come un vino prezioso.
