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Il Mercato Centrale di San Lorenzo è per i Fiorentini quello che le vecchie Halles di Parigi erano per i Parigini: un colorato e vociante microcosmo dove si trova ogni bendiddio: fiori e frattaglie, ostriche e formaggi, con un via vai di pensionati, massaie e i turisti che affollano tavole calde e banchi dei trippai.
Inesorabile avanza l'intenso e grasso profumo del Lampredotto. San Lorenzo è una popolaresca istituzione.
E' per questo che Andrea Gori e altri "producers" hanno pensato di organizzarci il Wine Camp? Probabilmente sì. Un' idea stravagante e tutto sommato divertente, se non fosse che ha reso sia il parlare che l'ascoltare un'impresa titanica con il costante brusìo di fondo, a volte anche molto fastidioso. "Un fa nulla", direbbero a Firenze, e ci siamo adattati.
E via così, ad ascoltare i relatori che toccavano i temi ormai più volte passati e ripassati: la noia raggiunta dalle parole del vino con i tecnicismi degli addetti ai lavori e dei vari guru, Parker compreso; l' evoluzione dei mercati in questo tempo critico; il ruolo dei nuovi mezzi, i blog, appunto, e i social network. "Ma sono chiacchiere da bar o sono fatti?" si è chiesto un relatore. "La comunicazione deve essere trasparente", ha detto un altro. "Ci vogliono parole nuove", ha detto un altro ancora. Tutto dejà vu. E una signorina dalle file dello sparuto pubblico: " Ma i blogger non erano quelli che dovevano essere indipendenti e scrivere gratuitamente?" ( intendeva parlare di quelli che, invece, ospitano pubblicità a pagamento) e ancora: " Si leggono certi blog pieni d'errori che si dubita che gli autori conoscano la lingua italiana"....
Come ogni esperienza, anche da questo wine camp qualche stimolo di riflessione e di ulteriore approfondimento l' abbiamo colto. Il mondo dei blogger del vino non è tutto eguale. La questione principale è l'autorevolezza che si conquista con uno stile, una pregnanza dei contenuti.
E qualche perplessità, pure. Ancora non abbiamo ben chiaro quale sia il confine e quali le regole che possano accomunare o differenziare i blog dalla carta stampata e qui s'è profilata, nel mondo della comunicazione on line, una distinzione tra chi scrive per passione e non ne fa una professione retribuita, da chi invece usa il blog come una testata e ne ricava un profitto. E' mancata, a mio avviso, l'analisi del fenomeno più importante: la Rete come conversazione e come fonte di "expertise", con iniziative che nascono dal basso, dalle proposte degli utenti, in primis da quei produttori illuminati che usano la rete.
Ancora una volta ci siamo, tutti, parlati addosso. Inevitabile? Forse. E qui, oltretutto, il pubblico è stato piuttosto scarso, formato prevalentemente da noi, gli addetti ai lavori - giornalisti e blogger perloppiù - che sedevano di qua e di là del tavolo... Mancavano quasi del tutto i produttori, impegnati in tutt' Italia nella vendemmia, e quelli venuti a Firenze erano alle postazioni di degustazione di WineTown...
Sul canale You Tube di Burde ( Andrea Gori) tutti i fillmati del Wine Camp.

