Ben volentieri pubblico il contributo di Valeria Biondaro, cara amica sommelier che ha visitato la manifestazione di Cerea e ha fatto un' interessante scoperta. Mi è piaciuta la sua scrittura e in particolare l'incipit di questo pezzo "Ci sono vini che vorrebbero raccontarsi"... Grazie, Valeria. Spero proprio che vorrai essere ancora gradita ospite di questo blog.
Ci sono vini che vorrebbero raccontarsi oltre a darci, solleticando i nostri sensi, emozioni perenni. L’interprete ideale per vini sinceri è una persona che li vede nascere e crescere.
In particolari manifestazioni, come VinoVinoVino 2011 organizzato dall’ Associazione Vini Veri a Cerea, questo è possibile; è un momento singolare, è quasi come andare a casa dei produttori: ogni banchetto di degustazione, seppur limitato, richiama pochi intimi per un colloquio piacevole e amichevole, dove il vino riesce finalmente a parlare.
In una location minimalista – ex fabbrica di concimi sintetici - ho avuto l’occasione di viveve quest’esperienza: soffermarsi e poter guardare negli occhi chi ha prodotto ciò che il mio bicchiere conteneva. Sorridere con loro e con il loro vino è una cosa che dà un valore aggiunto al potenziale del vino stesso.
Giulia Gonella dell' Azienda “Gonella Vini di Elezione” ha il sorriso sincero come i suoi vini.
La zona di provenienza di questa cantina è l’Astigiano, San Martino Alfieri, che ultimamente ha ottenuto la Doc con non poche difficoltà. È un’azienda abbastanza giovane: il papà Mario l’ha fondata nel 1997, tornato a casa dalla vita cittadina e dal 2006 è affiancato dalla figlia Giulia con cui produce un limitato numero di bottiglie (12.000 complessive).
L’Arneis in purezza del 2009 –il “Ried Forvej”- che degustiamo ha subito al naso un bouquet stratificato ma non complesso, con fiori bianchi, mela verde e un po’ nascosta anche l’albicocca. Ma quello che sorprende è la bella acidità asciutta che si sposa garbatamente alla sapidità e mineralità, da cui sorge spontanea la domanda sul terreno dell’azienda. Giulia mi spiega che nell’era terziaria c’era il mare, non per niente durante la lavorazione del terreno trovano ancora dei fossili marini. Il 2010, appena imbottigliato, risente del “cambio di location”, non si è ancora ambientato nella nuova veste in bottiglia.
Il loro bianco è ben supportato da Croatina e Barbera: sono vini, assieme all’Arneis, che un po’ mancano nella mia conoscenza dei vini piemontesi ma di fronte a me c’è chi sta facendo il possibile per sopperire a questa mia mancanza.
Il “Granatum” 2009 con barbera e croatina lo sento giovane, il colore richiama il nome del vino e il naso mi dà lamponi e note speziate non marcate; la tannicità è ben mascherata e domata in una paziente maturazione in botti di rovere, è un vino che si evolverà in un bell’equilibrio con la lieve sapidità dovuta sempre ai sopra citati terreni.
“Le Rose”, Barbera d’Asti in purezza, ha una bella gradazione sensoriale fatta da frutta matura e liquirizia, ha un bello spessore che riconferma in bocca ciò che ha imparato nell’affinamento per un anno in botte grande. È asciutto e persistente e nello stesso tempo corposo, come l’uva che viene scelta per lui: perfettamente matura.
La vendemmia tardiva viene invece scelta per la Barbera “Le amandole”, che dopo l’affinamento in botte piccola (di secondo o terzo passaggio) dà il via alla sua evoluzione in un vino fruttato e amandolato ( da qui il nome). È prodotto da Mario e Giulia in numero limitato e qui si sente la particolare dedizione che padre e figlia danno al loro “preferito”
Le uve stramature di Arneis, lasciate in vigna fino a metà dicembre e poi lasciate in cassetta aperta fino a gennaio e sgranate a mano come un rosario per la pigiatura, danno vita al “Passo Passo”, bianco passito dell’azienda; è un pourpuri di profumi di fiori, frutta secca, in bocca non è stucchevole ma piacevole, ti vien voglia di berne ancora, magari spiluccando qualche biscotto tipico del Piemonte.
Belle persone i Gonella, che ti conquistano per la loro serenità e per i loro vini. Da andare sicuramente a trovare anche per ovviare alle mie lacune nei vini piemontesi!
Nella foto: Giulia Gonella
