Quest'anno sono andata un po' di fretta a Terroir Vino. Organizzazione come sempre perfetta in ogni aspetto: dalla reception, al catering, al servizio ghiaccio, ai parcheggi. Tutto impeccabile. L'atmosfera è sempre più conviviale, informale e tutto ciò piace e in qualche misura coinvolge. Si va, noi appassionati di vino, per scoprire qualcosa di nuovo, ma soprattutto per incontrare amici vecchi e nuovi che si frequentano attraverso il Web. Ed è comunque una festa: gioiosa, simpatica, piena di incontri e abbracci, di scambi di vedute e di consigli, tra i banchetti dei produttori. Incontri e assaggi per i quali una manciata di ore son sempre troppo poche. Ma ci sono ed è questo che conta. E se poi, come quest'anno, ci sono anche le degustazioni dal basso ( no guru no idols!) che cosa volere di più? Non scorderemo di sicuro la narrazione di Gaspare Buscemi e delle sue vecchie annate ( per la terza volta bevo il Riserva Massima dell' Alture Bianco e mi emoziono ) o quella di Alessandro Marra e Massimo d'Alma sul Fiano d'Avellino ( a breve un video). Ma quest'anno, essendo un po' meno coinvolta negli assaggi a causa di un forte raffreddore, mi sono trovata ad osservare l' evento come fossi al di qua di un vetro. Tantissimi amici, dicevo, di qua e di là dei bamchetti. Più amici che buyers, dice qualcuno. Poco feedback ( alla VUU) dice qualcun altro. Valutazioni relative, direi, che toccano soprattutto ai produttori. Sapranno loro qual è il ritorno di un' appassionata manifestazione che a noi Winelowers piace così: sincera, deliziosa, piena di stimoli e occasioni di approfondimento.
Un grazie a Filippo Ronco, Elena Padovani e a tutto il team splendidamente al nostro servizio!