La degustazione si è tenuta durante Vulcania 2011 . Coordinata da Nicola Frasson e Gianni Fabrizio è iniziata con una batteria di Soave di annate diverse (09, 08, 05). Anche al banco degustazione ho assaggiato rigorosamente vecchie annate poichè il Soave con più è... vulcanico e più dà il meglio di sè con il tempo. e la degustazione lo ha dimostrato.
Si fanno 15.000 bottiglie del Soave DOC "Vigna della Corte" 2009 Corte Adami, una raccolta tardiva dallo splendido vigneto in Castelcerino fermentata ed affinata in acciaio. Suadente e ricco di frutto giallo, s'aggrappa al palato in un lungo finale balsamico. Elegantissimo e verticale il Soave DOC classico "Roccolo del Durlo" 2009 Le Battistelle, dalle note fresche e agrumate su fiori di lavanda e incenso, minerali. Morbido e vanigliato il Soave DOC classico "Monte Sella" 2008 Le Mandolare, una raccolta tardiva messa in botte grande per 12 mesi che termina in una spezia dolce-piccante.
Gran sorso pieno e sapido nel Soave DOC classico "Alzari" 2005 Coffele prodotto in 6.000 bottiglie dal suolo calcareo-basaltico del vigneto di Castelcerino. La garganega pura che in parte fa un breve appassimento e l' affinamento in botte grande imprimono al naso e in bocca sfumature elegantissime di frutta esotica, zafferano e grafite.
Si termina con il Soave DOC "Monte Ceriani" 2005 Tenuta Sant'Antonio che s'esprime in note salmastre, citrine e di mela cotogna e in una presa intensa dell' olfatto.
Nella seconda batteria vini di altri territori vulcanici italiani. Si è iniziato con tre Etna bianco. Carricante in purezza fermentato in legno grande per l' Etna DOC bianco "A' Puddara" 2009 Tenuta di Fessina: vento che porta erbe aromatiche, bocca che si riempie di mela verde. Intenso e molto identitario.
Varietale e più agrumato l' Etna DOC bianco 2010 Cottanera; minerale e avvolgente nella sua sapidità e freschezza l' Etna DOC bianco "Isolanuda" 2010 Destro, che ha potenti note di zenzero e ananas.
Si sale in Campania con la Falanghina DOC Campi Flegrei "Le Cigliate" 2009 Farro, dalle note sapide e amaricanti di erbe aromatiche.
Particolare la Coda di Volpe DOC Vesuvio "Casa dei Vietti" 2009 Vigna Pironti che richiama la pesca matura e la mandorla fresca, e soddisfa per la buona freschezza e il finale asciutto.
Ecco il "resto del mondo" nella batteria finale con lo Yarden Chardonnay Odem 2009 Golan Heights Winery, uno Chardonnay israeliano prodotto da suoli basaltici posti a 1.200 metri: burro d'arachidi, grassezza e note di cioccolato bianco.
Maggiore freschezza nell' australiano The View Yarra Valley Chardonnay 2006 Stefani Estate che ha una complessità intrigante: note vegetali e di frutta secca tostata, sfumature balsamiche.
Profumi un po' corti ma bocca esplosiva per il Sauvignon Diamond 2009 Francis Coppola Winery che si offre con note d'erba tagliata e mela verde e in bocca è molto fresco e di struttura.
Piacevolissimo e ricco di sfumature di frutta e acqua di rose l' Albarino de Fefinanes 2010 Bodegas del Palacio, vino spagnolo che si ricorda per la splendida vena sapida.
Dalle Azzorre arriva il Terras do Lava Vinho Branco Regional Açores Cooperativa Vitivinicola da Ilha do Pico, da 4 vitigni diversi allevati su terreni basaltici. Ricorda la menta fresca, il lime, la pietra pomice.
Il Lessini Durello DOC Superiore 2008 Sandro De Bruno chiude la degustazione con un sorso verticale e sapido, è il Durello in versione ferma del padrone di casa: nasce dalle terre basaltiche del Monte Calvarina, rocce vulcaniche basaltiche che ritroviamo bel bicchiere.
