The #EWBC: a lot of people to meet!
Inizio questa seconda riflessione sull'esperienza dell'European Wine Blogger's Conference mostrandovi queste quattro foto. Nelle due in basso ecco alcuni vecchi amici: all'estrema sinistra Magdalene Beverari di Le vin Parfait con Charles Mazerolles di Charliban e a destra la produttrice di vino Soave Federica Nardello, presente con i Vignaioli Indipendenti alla bellissima degustazione di Wines of Italy. Accanto a lei, a sinistra, una nuova conoscenza fatta ad EWBC: Luiz A. G. Alberto di TheWineHub. Non c'è dubbio che l'incontro di oltre duecento wine blogger ( e non solo) provenienti da varie parti del mondo e che si scambiano idee, impressioni ed esperienze, sia stata l'anima di questo Meeting, così come lo hanno pensato i bravi organizzatori di Vrazon.com - Robert McIntosh, Gabriella Opaz and Ryan Opaz. Si meritano un grazie affettuoso per l'ottimo lavoro fatto: s erano empre attenti alle esigenze di tutti e molto attivi nel mantenere viva la visione " social " dell'evento vinoso- che è poi la mission della loro "agenzia di consulenza, marketing e conversazione" rivolta al mondo del vino.
Nelle foto più in alto ci son tutte conoscenze nuove: da sinistra, Beatrice Archetti dell' Ufficio stampa del Consorzio del Franciacorta, seduta al mio tavolo durante la cena presso l'Azienda Villa in compagnia della Dr. Sharon Parson di Spaswinefood . Nell' altra foto, scattata durante il post conference trip nella zona del Soave, c'è George Taber, (Do you remember The Jugement de Paris?) Un onore scambiare anche solo poche battute nel mio zoppicante inglese e ascoltare il suo illuminato intervento. Accanto a lui Claudia Mari che vive in Ungheria, ha antenati italiani ed è l'unica che non mi fornisce l'indirizzo di un blog. Parlare con lei è stato un grande piacere: mi dice che il wine and food è la sua passione e vorrebbe aprire un blog chiamato Terroir Incognito (scrivere di territori del vino poco conosciuti - e il Soave lo è, dopo le numerose interpretazioni che le abbiamo fatto conoscere!
A questo punto la domanda è: quanti erano i blogger presenti alla conferenza che si potevano definire "amatoriali", e quanti professionisti ? Sarebbe stato interessante vedere la composizione "lavorativa" degli intervenuti e confrontare i dati di quest'anno con quelli delle edizioni precedenti. Questi dati non sono a disposizione, e quindi, usando le mie due foto come una lente d'ingrandimento, posso dire che soltanto una delle persone fotografate scrive per pura passione: è la Dottoressa Parson di Los Gatos ( California), ex riercatrice scientifica e ora - presumo- pensionata con l'hobby del wine and food. Tutti gli altri, in qualche misura, lavorano nell' ambito della comunicazione e del marketing del vino e di questo lavoro ci vivono. Anche la cara Magdalene aspira a lavorare definitivamente in questo campo e per ora lo fa con borse di studio. E Claudia si occupa di pubblicità e marketing da oltre trent'anni. Per questi professionisti il web, il blog, i social network sono una risorsa per svolgere al meglio la loro attività. Insomma, quello presente all' EWBC era un pubblico professionale e non certo di hobbisti del vino con dei blog interamente no- profit.
Anche nei commenti al precedente post ( ringrazio tutti gli amici per i profondi e interessanti punti di vista) la questione affiora. C'è il blogger - consumatore che sorveglia il mercato," come dice Luigi e dall' altro un numero sempre crescente di professionisti blogganti, C'erano manager di aziende, distributori di vino all'estero, giornalisti professionisti, consulenti di wine and food, writer per agenzie di comunicazione, anche qualche produttore con un blog ( vi cito il simpaticissimo Ivo Pagès di Vinya IVO ). Direi oltre l'80 per cento dei presenti.
La composizione del wordl- wine - blog è in grande mutamento, a quanto pare.
Perciò non si può che essere d'accordo con quanto abbiamo sentito durante il dibattito " The Wine Stories Yet to Be Told": " Occorre che i blogger abbraccino la specializzazione". Specializzazione dei contenuti, certamente, che quell'altra - professionale - è già in atto.
Chiudo con una citazione di George Taber. " The Blogger are not in the pocket of wine industry like the traditional gatekeepers". Ecco, mi verrebbe da dire ok, evviva l'indipendenza. Sarà un caso che nei giorni precedenti alla conferenza, pure a me insegnante in pensione e blogger per passione, siano arrivate proposte di scrittura a pagamento? "puoi scegliere la campagna da sostenere e scriverne" dice uno. "Tu scegli e ne scrivi" - dice un altro " ma scegliamo noi i post che saranno pubblicati". Eh, sì, il mondo dei (wine) bloggers è proprio in grande cambiamento. Per quanto mi riguarda, davanti al mio macbook continua a stare appesa questa vignetta, alla quale ho aggiunto la citazione latina...
Prendo a restito
