Caro Stefano,
innanzitutto ti ringrazio per la citazione nel tuo ultimo post dal titolo "Il divertente EWBC, Soavemente e le sparate del Blogger" ed anche per aver notato che " fosse solo per un paio di post" sono uscita dal letargo... Ti rispondo perciò qui, ritenendo che ci siano alcuni spunti che possono interessare anche altri lettori. Colpa mia, tu dici, se tu hai rimurginato sulle mie istantanee da EWBC e sui temi che ho sollevato. Pur non sentendomi affatto in colpa per questo e per aver sollevato gli interrogativi sulla " sorte dei wineblog", ci tengo a sottolineare alcune cose.
EWBC è stata davvero un social meeting divertente. Chi mi conosce bene sa che da ogni esperienza cerco di trarre interrogativi e riflessioni, con la massima positività possibile. E, come ho scritto, l'incontrare persone che condividono la stessa passione e vengono da luoghi lontani e diversi è un formidabile arricchimento. Mi metto nei panni dei tanti partecipanti stranieri e penso che l' esperienza nel suo complesso, con il fulcro di degustazioni e viaggi centrato su territori di prestigio, sia stata di indubbio interesse e piacere. Io stessa, per la prima volta, ho potuto farmi un'idea complessiva della produzione del Franciacorta, con una tasting session organizzata benissimo. Che ci sia stato divertimento, a tratti anche goliardico, non è di certo un male! A tutt'oggi, nel gruppo su Facebook , ora aperto a tutti, si susseguono foto e post sulle esperienze vissute. E timidamente, sul web, cominciano ad emergere anche le domande e i contenuti che mi sono sembrati non toccati dalla Conference, forse anche per la sua stessa struttura ( ringrazio ancora Magdalene di Le VIn Parfait che in un suo commento ha scritto: questi temi - l'indipendenza, i rapporti con il sistema produttivo e del mercato, emergono nei winecamp in Francia). Anche il viaggio di una giornata nel Soave - a giudicare dalle interviste che si possono vedere sul canale del Consorzio - ha raccolto interesse, se non addirittura stupore, circa la multiforme identità del vino e la bellezza del suo terroir.
Ti invito a leggere questo post di Richard Ross ( via @vinopigro su Twitter), nel quale si va anche oltre l'asticella posta dal mio piccolo e provincialissimo blog. Si supera cioè, anche la distinzione tra professionisti e non : "Others weren’t bloggers at all, but work in that intersection between wine and online social media that offers so much potential for wine communication."
E la stessa Elisabetta Tosi, in questo tweet, così si definisce
rimarcando il concetto espresso da Wines of Chile’s Michael Cox, uno sponsor dell'evento: " in fact not everyone here is a blogger, but they are people interested in communicating in a digital way and improving communication per se".
Andiamo, dunque oltre il (wine) blog e i (wine) blogger. Dove?
Bella domanda, no?
Con stima, e mi pare di poter dire che m'hai tolto il bollino di "blogger un po' buonista" ;-)!
MG
PS: m'è sempre piaciuto scrivere lettere. In questo tempo son lettere morte, uccise dallo scorrere dell'era digitale, delle mail e dei messaggi che fluiscono in un perenne fiume che vuol tutto fermare e condividere, ma in realtà disperde ( quante mail importanti avete cancellato e perduto? Io, migliaia). Questo scritto, tanto apparentemente anti-social, quanto autentico, dice qualcosa in più sullo "story telling" e la nostra "apparente memoria" condannata ad un eterno presente".
Lettere sarà una nuova rubrica di Soavemente, che metterà una nuova veste l'anno prossimo.
Intanto, continuo a fare pisolini, vista la stagione...
