In questi giorni si sta svolgendo a Montpellier la 19esima edizione di Millésime Bio, esposizione internazionale che ospita circa 600 produttori di vini derivati da agricoltura biologica certificata. Mi spiace non poterla visitare: il 22 novembre scorso ho avuto l'onore di partecipare ai lavori delle giurie del Concours Challenge omonimo, invitata dall' organizzazione del Salone. Ho un bellissimo ricordo di quel giorno: numerose le giurie al lavoro su oltre ottocento campioni di vini provenienti da tutto il mondo. Mi sono trovata a dire la mia sui campioni dell' AOC Alsace, assieme a ristoratori, enotecari, studenti di enologia, sommeliers. Mi ha colpito la serietà dei criteri di selezione dei vini ammessi al Salone ( e conseguentemente al concorso): da quest' anno non sono più accettati quelli derivati da vigneti in conversione biologica al secondo o terzo anno, ma c'è l'obbligo rigoroso di presentare la certificazione AB. Ho avuto poco tempo a disposizione dopo i lavori di giuria, ma da ciò che ho potuto assaggiare, posso ricavare la conferma che più che le discussioni teoriche sul vino "bio", sul "naturale" , contano i fatti, cioè ciò che si trova nel bicchiere e quanto si superi il cerchio degli addetti ai lavori per andare incontro ai consumatori finali.
Mi hanno colpito il rigore delle regole e la capacità di questa organizzazione (AIBV - Languedoc -Roussillon) di proporre al grande pubblico e a varie categorie di addetti ai lavori (concorso) il vino da agricoltura biologica, con l'obiettivo di farlo conoscere e sempre più apprezzare.
Così recita infatti l'articolo 1 del Regolamento:
"Il Concorso Millésime Bio ha lo scopo di favorire la promozione dei vini derivati da uve coltivate secondo il metodo di produzione biologica dal regolamento CE 834/2007 e 889/2008". Quindi il Salone aperto al pubblico va in questa direzione, ospitando la premiazione del concorso e mettendo in degustazione tutti i vini partecipanti.
Insomma, da Millésime Bio c'è molto da imparare: certificazione obbligatoria sulle pratiche dell'agricoltura biologica, attenzione ai consumatori finali, possibilità per i produttori di confrontarsi lealmente, crescendo assieme.
Un grazie particolare ad Amadine Rostang di Clair de Lune e a Magdalene Beverari di Le Vin Parfait
Foto: l'Alsace Gran cru che mi ha conquistato il palato e il cuore!
