
Il Banco d'Assaggio del Chiaretto e del Bardolino ha presentato l' annata 2011 ed è giunto alla quarta edizione. Si conferma il successo di pubblico: mi dicono siano state viste aggirarsi a Lazise tra le 64 postazioni dei produttori ben oltre cinquemila persone.
Sarà l'età, ma comincio a mal sopportare la folla delle degustazioni pubbliche in piedi, e benchè la Dogana sia un posto bellissimo, quest' anno ho optato esclusivamente per la degustazione cieca di tutti i vini presenti alla manifestazione (ottima l'idea di riservare un luogo appartato per la degustazione stampa e la possibilità di farla anche il lunedì).
Diciamolo, con l'età bisogna spesso cambare occhiali e se lo scorso anno concordavo con il buon Angelo Peretti sull' incapacità di leggere le annate , quest'anno devo confessare che le mie lenti da lettura delle partiture dell' annata 2011 si sono rivelate ancora più inadeguate. "Annata metereologicamente stravagante con fasi calde e asciutte alternate con momenti freddi e piovosi. Lo scarso sviluppo di malattie ha permesso di disporre di un’uva sana e matura" scrive il Consorzio. Un' annata comunque calda, il 2011, che sicuramente darà il meglio nelle zone fresche più a nord, rispetto al basso lago.
E l'anteprima di quest'anno mi è apparsa precoce, precocissima, per cogliere segnali di future e meravigliose evoluzioni. Vini scomposti, acidi, chiusi nei profumi? Son cose che ci si aspetta da campioni da vasca o da bottiglie tappate magari due o tre giorni prima. E sia: noi siamo poco allenati agli assaggi "en primeur" Ma...
Chi mi conosce bene sa che assieme al Soave nel mio cuore veronese batte il Bardolino.
Mi si permetterà, dunque, l'esercizio della franchezza e del beneficio del dubbio: ho trovato molti vini stanchi, appiattiti nei profumi (spezie assenti, e assai pochi fruttini freschi), più di qualche vino m'è parso imvece costruito in struttura e acidità da manovre di cantina. Se è vero che chi ha lavorato bene in vigna avrà prodotti straordinari ( Angelo Peretti dixit), mi occorrerà cambiare lenti e nel frattempo dichiarare che molti vini di quest'anteprima li rimando, se non proprio a settembre, almeno a luglio. E che certi sentori di vernice, di alchermes e addirittura di moscato rosa nel Bardolino mi son parsi inaccettabili in più d'un campione.
Qualche mio vino lacustre del cuore ha poi decisamente assunto in quest'annata note indecifrabili e e non me ne posso che dispiacere. E non voglio parlare poi dei sentori di banana o di sauvgnon blanc, chiara espressione di certi lieviti selezionati... Mi fermo qui e riassumo: annata enigmatica, in alcuni casi illeggibile nel suo legame territoriale. Per ora. Vedremo tra qualche mese e, intanto vi segnalo alcuni sorsi che ho particolarmente apprezzato.
Chiaretto Bardolino Spumante (22 campioni): molti con tanta, tanta solforosa, accidenti!
Su tutti : Cantina Caorsa - Bel rosa antico lieve, bouquet intenso e fine, bocca succosa, fresca e persistente, giocata su frutta e toni balsamici e Valetti - Rosa di petali di rosa nel riflessi brillanti e nel naso di elegante femminilità, sorpende per la finezza tannica del sorso che assicura una splendida bevibilità.
Molto buoni anche:
Guerrieri Rizzardi Bardolino Chiaretto Fior di Rosa - Novità della storica azienda, è piacevolmente tipico nei fruttini rossi, intenso nei profumi e di buona persistenza; è brillante rosa salmone.
Enzo Righetti - Iridescente rosa ciclamino e naso intenso e floreale con sorso coerente e leggiadro nella freschezza un po' più contenuta del solito.
Le Tende - Voluttà Fine e fruttato al naso, lo diresti molto femminile e invece sorprende per il finale aspro-salato di lunga persistenza.
Costadoro Metodo Classico - Unico campione della tipologia, è intenso nel colore rosa caramella di lampone, è ancora molto scomposto nei profumi ma piacevolmente potente nella beva.
Chiaretto (fermo) 61 campioni
Guerrieri Rizzardi Chiaretto Classico - Intenso rosa che sfiora il cerasuolo. Naso complesso che va dalle note lievemente vegetali alla rosa, alla caramella di lampone. Molto appagante il sorso succoso e fresco, con buona persistenza. Moderno.
Albino Piona Chiaretto - Intrigante nel rosa antico e nel naso intenso con note floreali e di cipria. Sorso piacevolmente fine e sapido. Elegante.
Casaretti Chiaretto Classico - Affascinante il bagliore corallino. Bouquet elegante di fiori secchi, fruttini aspri e dissetanti. Se ne apprezza la beva sapida e fresca. Autentico.
Enzo Righetti Chiaretto Classico - Ti inganna lo spessore intenso del color rosolio. Non v'è pesantezza alcuna: naso impeccabile e fine, con sfumature balsamiche che s'accompagna a una beva sapida e leggera, di mora e ribes. Tipico.
Bardolino Classico (39 campioni)
Vigneti Villabella Vigna Morlongo - Bel rubino profondo e naso sottilmente minerale, con note ferrose e speziate. Sorso gradevole, di corposo equilibrio e sostanza. Caleidoscopico.
Guerrrieri Rizzardi - Tacchetto - Molto buone entrambe le versioni del Bardolino Classico, ma la mia preferenza va al più ostico e chiuso Tacchetto che ha ricchezza di struttura e note profonde di humus e fiori secchi. Si appezzerà su lunghe distanze temporali. Maratonetico.
Valetti - Si mostra per ciò che è: gradevole il naso con note lievemente salmastre e speziate e nella limpida magrezza del sorso regala fresche lunghezze. Longilneo.
Bardolino ( 28 campioni)
Le Fraghe - Profondo il colore di mora scura, è chiuso nei profumi - dov'è l'amata speziatura? - il più tannico tra i Bardolino di Matilde che ho bevuto fino ad ora. Troppo giovane per quest'anteprima... lo aspettiamo agli esami dell'estate. Longevo.
Cavalchina - Riflessi borgognoni nella trasparenza viola; eloquente ed elegante il naso equilibrato tra spezie e frutta. Sapido e persistente nella beva, come da tradizione. (Un) Classico.
Natale Castellani - Colpisce per per il rubino viola di bella consistenza, per la sempice pulizia dei profumi e il bel sorso equilibrato e piacevole. Coerente.