Si può parlare di "vino sostenibile" e applicare al liquido odoroso questo concetto ormai così citato e richiamato in ogni contesto da rischiare di perderne il senso? Me lo chiedo dopo aver partecipato ad un Laboratorio allo scorso Salone del Gusto, dal titolo: "La terza via, viaggio attorno alla sostenibilità del vino". Si è parlato, laggiù, della "sostenibilità ambientale" e di diversi esempi di filosofie aziendali che conducono a una produzione che potremmo definire " attenta ai valori della salvaguardia ambientale e interpretativa di un territorio nella sua integrità". Abbiamo avuto la possibilità di ascoltare le esperienze di Mario Pojer, di Giovanni Manetti (Fontodi) e di Luca Carussin. E a completare il quadro c'erano anche i vini di Valter De Battè ed Emidio Pepe. Senza nulla togliere ai tre relatori che hanno raccontato con grande passione e profondità le loro diverse esperienze, ne siamo usciti con la sensazione che il concetto di sostenibilità del vino abbisogni di una messa a fuoco molto attenta, che lo salvaguardi dall'essere un termine molto di moda e "buono per tutte le stagioni". In questa messa a fuoco ci sta un confronto tra filosofie di produzione, un chiarimento sui minimi requisiti per definire un'azienda vitivinicola come "applicativa di una reale sostenibilità ambientale". E, aggiungerei, anche la riflessione sul come la sostenibilità possa essere in qualche modo certificata e agire da leva di mercato.
Davanti allo Zero di Pojer ( da variaetà intraspecifiche), al Flaccianello della Pieve 2009, all'estremo Harmoge 2008 di Walter De Battè, alla Barbera d'Asti Asinoi 2011 di Carussin o al Montepulciano d'Abruzzo 2008 di Emidio Pepe, un'idea ben chiara ce la siamo fatta. Forse non si tratta di una terza via, ma dell'unica via percorribile da viticoltori e produttori che, per dirla con le belle parole di Giovanni Manetti "vogliano raggiungere la qualità massima nel vino, ma anche nella vita". Una via che richiede molta pazienza, molto tempo, e, non ultimo, anche parecchio coraggio.
Per esplorare maggiormente il concetto, ci aspetta, giovedì e venerdì prossimo, all'Istituto Agrario di San Michele all'Adige, il Seminario "Sostenibilità dell'azienda vinicola: filosofia di produzione e strategia di marketing. Vedremo di uscirne con qualche punto fermo.
Foto: da sinistra, Mario Pojer, Paolo Camozzi (Slow Wine) moderatore, Luca Carussin, Giovanni Manetti
