Si è conclusa domenica scorsa un’intensa settimana dedicata all'Amarone, che ho vissuto con passione e fatica. Non li ho contati ma credo siano stati ben oltre cento i campioni assaggiati, nelle diverse espressioni territoriali e annate. Saranno perciò tre i pezzi dedicati alle altrettante manifestazioni che si sono svolte nel veronese: l’Anteprima dell’annata 2009, evento istituzionale del Consorzio che quest’anno ha festeggiato il suo decennale, l’evento “Amarone in Villa” presso Villa de Winckels a Marcemigo di Tregnago e la serata promossa da Terroir Amarone “A noi piace maturo” che si è tenuta a inizio settimana presso il “RistorArte Gran Can” di Pedemonte, in Valpolicella. Per coloro che non avessero tempo e voglia di leggere le tre puntate che seguiranno, anticipo la mia conclusione finale. Il fenomeno Amarone è ormai una galassia: diversi gli stili aziendali, le interpretazioni territoriali e il modo di intendere la comunicazione e il marketing da parte di una miriade di produttori che scelgono, appunto, strade diverse per proporsi al pubblico. Si è raggiunta, peraltro, una perizia tecnica altissima nel produrre questo vino di successo mondiale – ben visibile nelle degustazioni dell’ Anteprima – e d’altra parte, si nota anche il crescere di una platea di appassionati sempre più competenti che chiede di dare all’Amarone la giusta importanza e di poterlo gustare non quando è un infante nella culla (ché il piccolo spesso urla più che ridere). Vanno in questa direzione le manifestazioni collaterali degli ultimi anni, dove l’Amarone viene proposto dalle aziende con annate anteriori a quella ora reperibile in commercio (vale la pena ricordare che il disciplinare di produzione permette dal primo gennaio 2013 la possibilità di commercializzare il 2010). La novità più piacevole, a cui va il mio plauso incondizionato, è stata senza dubbio la possibilità, fornita ufficialmente dal Consorzio di Tutela, di poter affiancare al 2009 un'annata anteriore. Potrei dire “l’avevamo detto”, e mi riferisco, oltre a me, ai molti degistatori di professione e wine lovers che sono realmente amici di questo incredibile e regale vino che tanto appassiona e altrettanto può dividere. Siamo sulla buona strada.
Come un piccolo antipasto, il punto di vista di due produttori.
