Oggi, domenica delle elezioni politiche, m'è venuto lo sghiribizzo d'aprir finalmente questa insolita e ribelle bottiglia ch'è divertente fin dall'etichetta. L'ha disegnata Sergio Staino, immortalando
E si legge poi che lo fanno i fratelli Alessandro e Gian Natale Fantino a Monforte d'Alba ed ha 14% vol. Nebbiolo? - diranno i miei tre lettori. Così racconta la lettera di presentazione che accompagna la bottiglia:
"laBoro Disubbidente".
Disubbidiente perché ha risvegliato un senso di ribellione nei due fratelli,
che non hanno potuto farlo uscire col nome che avrebbe detto di cosa si tratta:
un Barolo 2005 Riserva. La certificazione per il vino era
scaduta, i tempi burocratici mal si erano armonizzati con i tempi di piccoli
vignaioli che vivono soprattutto in vigna e Disubbidiente non ha ottenuto
l'autorizzazione dalla commissione di degustazione per potersi fregiare del
nome Barolo.
I Fantino non se la sono sentita di
perdersi in ricorsi che li avrebbero stremati e hanno deciso di presentarlo
ugualmente, visto che è un prodotto onesto, fatto del sudore in vigna e di
tutti i valori di cui sono portatori con il loro comportamento quotidiano."
Un Barolo en travesti ( e Laboro è nient'altro che l'anagramma di Barolo). E fin qui nulla di più di un declassamento di un vino; ma nel valore di questa bottiglia c'è davvero qualcosa in più.
I fratelli Fantino hanno voluto donarlo alla Fondazione Terra Madre e Sergio Staino ha regalato l'etichetta. Prima delle feste natalizie ne ho acqistato 6 bottiglie ( il quantitativo minimo) pagandole 20 € l'una. Soldi molto ben spesi e che vanno interamente a sostentere i progetti della Fondazione.
Forse Bobo non è un grande intenditore di vino, ma mostra di gradirlo assai, com'è capitato a me: naso elegante e pulito, con ricordi di viola, tabacco e cannella, sorso avvolgente e giustamente aggrappante al palato, con tannino vivace e ottima persistenza. Un vino molto sincero.
Bobo alza il bicchiere e brinda. Sarà andato a votare ancora una volta la sua gauche? - magari turandosi il naso e borbottando - "E' l'ultima volta, sappiatelo, se non cambierete questa infame legge elettorale, se non toglierete il falso in bilancio..." E via andare. Mah. Di certo non avrà votato Frottolo ( l'ottavo nano).
A me piace pensare che abbia brindato agli Italiani che sono andati a votare, malgrado tutto. Agli indecisi che han deciso, a coloro che han sfidato pioggia e neve, ai diciottenni al primo voto... A tutti i votanti che hanno ripassato - più o meno consciamente - l' Art. 48. della Costituzione della Repubblica Italiana: "Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico."
E così, in questa domenica ho alzato il bicchiere disubbidiente: "Alla tua salute, Italia, disastrato e amato Paese".
Nota
Da tempo rifletto su questi versi di Charles Baudelaire: "Io sono la speranza delle domeniche. Il lavoro rende i giorni prosperi. Il vino rende le domeniche felici". "Il vino della domenica" vi racconterà bottiglie che mi confermino queste parole: vini talora conviviali, o altrimenti meditativi in solitudine, ma sempre sinceri e da bersi nelle ore quiete e libere della festa. Alla vostra!
