Un passo in avanti ben deciso e sicuro quello segnato dalla seconda edizione del Mercato dei Vini della Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti che si è tenuto a Piacenza l' 1 e il 2 dicembre scorso. A partire dalla bellissima mostra fotografica ospitata a Piacenza Fiere e dal video che potete vedere qui sotto e che è stato proiettato nella mattinata di sabato 1 dicembre (entrambi sono opera del bravissimo Mauro Fermariello di www.winestories.it).
Questo video afferma simbolicamente la novità rispetto alla precedente edizione: una più chiara esposizione della storia, dei contenuti e degli obiettivi associativi, come si è potuto notare nella tavola rotonda moderata dal Presidente Costantino Charrere e a cui hanno preso parte Ampelio Bucci Consigliere, Matilde Poggi Vice- Presidente, Saverio Petrilli Segretario Generale e Walter Massa Consigliere della Federazione.
Gli associati sono ora circa 600, 190 dei quali presenti a Piacenza e la Federazione ha ottenuto da poco la personalità giuridica. Il prossimo obiettivo sarà l'accreditamento presso il MIPAF come organizzazione di filiera. Ci sono battaglie da fare, come quella contro l'allargamento dei diritti d'impianto o quella per lo snellimento della burocrazia del settore, compresa la modifica delle norme che impediscono la vendita di vini al privato in tutta l'Unione Europea, ora gravata da pesanti accise.
"Noi siamo per la biodiversità culturale, siamo trasversali", ha affermato il Presidente Charrere, alludendo al fatto che nella Federazione vi sono realtà assai diverse: vignaioli che coltivano pochissimi ettari e altri che superano abbondantemente i 20, seguaci del biologico e biodinamico accanto ai "convenzionali". Walter Massa ha poi detto del " ritorno all'artigianalità" e del "vignaiolo verace"
Un vignaiolo che:
- coltiva la sua vigna
- vinifica le sue uve
- imbottiglia nella sua cantina
- promuove e vende il suo vino
- difende il suo territorio e la sua cultura
Sul secondo punto, quel "vinificare le proprie uve", ritorno a chiedere: perchè non darsi una regola più stretta? La possibilità di acquistare da esterni fino al 49%, delle uve ( e non solamente in caso di calamità e di perdita documentata del prodotto) è una quota che appare francamente eccessiva per sostenere un concetto di viticoltura artigianale e familiare, anche se di questa possibilità qualcuno ne fa a meno.
E' stata indubbiamente un'edizione vivace e molto riuscita, con un evidente successo di pubblico e pure di vendite, già al sabato. Purtroppo anche quest'anno erano pochissimi i listini esposti e più evidenti le notevoli differenze di prezzi, con bottiglie assai convenienti e altre decisamente piuttosto care per un mercato "diretto". Qualcuno addirittura non vendeva ( sarà questione di biodiversità?)
Buona l'organizzazione, se si eccettua il solito "ordine sparso" dei banchi che rende estenuante la ricerca dei propri "obiettivi- postazioni" delle aziende e l'inadeguato numero dei carrelli per la spesa. Difficile, in tre o quattro ore, poter rispettare la sequenza delle visite prefissate, percorrendo avanti e indietro le lunghe corsie, anche se le postazioni le avevo segnate sulla mappa con le crocette da battaglia navale...
Solo all'uscita mi sono accorta di non aver individuato cari amici che mi ero promessa di andare a trovare, come Paolo Ghislandi, Armin Kobler e lo stesso Mario Pojer che pure avevo incrociato al mattino. Sarà l'età, ma ormai mi stancano tutte le degustazioni seriali in piedi e parecchie occasioni sono andate perse.
Ho raggiunto pochi obiettivi che assolutamente non volevo mancare:
- Conoscere Claudio Mariotto di Vho, del quale avevo assaggiato qualcosa tempo fa. Ne è valsa la pena, dato che comunica una precisa corrispondenza tra la sua indole schietta e un po' controcorrente, il suo territorio e i suoi vini.Veramente buono il Derthona 2010 che mi ha permesso di mettere meglio a fuoco quell' imprevisto e incredibile vitigno che è il timorasso. E mi ha chiamato al telefono, affinchè non perdessi l'occasione di assaggiare l'annata 2004, che mi ha proprio incantato (grazie, Claudio) per la sapidità e la grintosa grazia.
- Assaggiare ancora il Timorasso nelle declinazioni che mi mancavano, quelle di Walter Massa: Derthona, Montecitorio e Costa del Vento dell' annata 2010, e l'assaggio di un'annata meno recente, Costa del Vento 2007, anche questa sorprendente.
- Scoprire nell' elenco che c'era Cà dei Zago, di cui mi aveva parlato Luca di Bele Casel, e quindi conoscere Christian che racconta di generazioni nella terra di San Pietro di Barbozza e che, con la sua famiglia, fino al 2010 ha prodotto soltanto il Prosecco con il fondo. E che Prosecco! Tra i più eleganti e maturi che mi sia capitato di bere. Anche il nuovo metodo classico dosaggio zero è molto buono. Ha un bel carattere e idee chiare, Christian. Basta guardare la contro etichetta dei vini, precisissima ed esauriente ( annata della vendemmia, residuo zuccherino, solforosa, data di imbottigliamento e dell' eventuale sboccatura).
- Riassaggiare i Blanc de Morgex e de La Salle di Ermes Pavese e ritrovarli ancora più verticali e affascinanti. E non poter dire di no al progetto benefico da sostenere mediante l'acquisto di un magnum di Le sette scalinate 2010, la base del Blanc Nathan trattata in solo acciaio. Un vino che non finiva mai nella sua acuta mineralità e che mi riserverà ulteriori meraviglie tra qualche anno.
- Scoprire chi produce il Bianco di Sicilia Pomice che mi aveva conquistato alla degustazione delle "Piccole Isole" a Vinitaly: Massimo Lentsch della Tenuta di Castellaro a Lipari e quindi ritrovare questo liquido odoroso che sembra un infuso di polvere di pietra assolata e iridescente.
- Scoprire gli Châteauneuf-du-Pape di Domaine de la Miliere e l'ottimo rapporto qualità prezzo del loro vino base, un Village a soli 8 €.
Alla prossima edizione... e credo che non potrò fare a meno di andare al Mercato di Piacenza alla domenica, per avere più tempo a disposizione. Per non dimenticare nessun amico e scoprire molto di più.
Alcuni scatti in questo set fotografico
Un ringraziamento per il video a Mauro Fermariello
